La quinta stagione (2007)

LA QUINTA STAGIONE

(EMI 2007)



SETTEMBRE

Il sole a settembre mi lascia vestire ancora leggera,
il fiume riposa negli argini aperti di questa distesa.
Tu mi dicevi che la verità e la bellezza non fanno rumore.
Basta solo lasciarle salire, basta solo lasciarle entrare.E’ tempo di imparare a guardare.
E’ tempo di ripulire il pensiero.
E’ tempo di dominare il fuoco.
E’ tempo di ascoltare davvero.L’amore a settembre mi ha fatto sentire ancora leggera.
Il giorno sprofonda nei solchi bruciati di questa distesa.
Tu lo sapevi che nessuna gioia nasce senza un dolore.
Basta solo farlo guarire, basta lasciarlo entrare.

E’ tempo di imparare a guardare.
E’ tempo di ripulire il pensiero.
E’ tempo di dominare il fuoco.
E’ tempo di ascoltare davvero
E’ tempo di imparare a cadere
E’ tempo di rinunciare al veleno
E’ tempo di dominare il fuoco
E’ tempo di ascoltare davvero.

L’amore a settembre mi ha fatto sentire ancora leggera.

UNIVERSO

Parlami dell’universo
di un codice stellare che morire non può
di anime in continuo mutamento
e abbracci nucleari estesi nell’immensità
dove tu mi stai aspettando adesso

Dentro una vertigine che danza
e ci porta al di là del tempo
sino a ritornare sulle labbra
l’incanto è lo stesso
perchè niente è cambiato
anche se tutto è diverso.

Cantami dell’universo
di un codice stellare che mentire non può
cadono nel vuoto in un momento
miliardi di segnali
che accendono l’immensità
dove tu lo sai che poi mi perdo

Dentro a una vertigine che danza
e ci porta al di là del tempo
fino a ritornare sulle labbra
l’incanto è lo stesso
perchè niente è cambiato
anche se tutto è diverso

perchè niente è cambiato
anche se tutto sembra diverso

miliardi di segnali che accendono l’immensità

Dentro a una vertigine che danza
e ci porta al di là del tempo
fino a ritornare sulle labbra
l’incanto è lo stesso
e tu sei
Dentro a una vertigine che danza
e ci porta al di là del tempo
Dentro a una vertigine che danza
e ci porta al di là del tempo

L’ECLISSE

Nel caso un giorno il cielo esplodesse
tu mi terresti le mani calde
almeno sino a quando il peggio sarà passato?
Nel caso un giorno non credessi più e niente tu
sapresti aiutarmi a correre ancora da sola
desiderando ogni bene per me stessa?
Senza più sensi di colpa,
niente più sensi di colpa.

Salvami dalla realtà
quando arriva l’eclisse.
Salvami dalla realtà.

Nel caso un giorno non bastasse il tempo
per poterti spiegare la ragione dei miei tormenti
tu potresti comunque, sapresti capire?

Salvami dalla realtà
quando arriva l’eclisse?
Salvami dalla realtà.
e lasciami senza più sensi di colpa,
niente più sensi di colpa,
senza più nessun senso di colpa.

Nel caso un giorno il cielo esplodesse

I DUELLANTI

Cosa sono quei fiori stretti nella mano fredda,
fredda come questa sera che ci scruta nella stanza,
nella stanza dei ricordi dove tu sei ritornato
per portarmi le tue scuse e un inchino riverente.

Quanti sono quei fiori stretti nella mano fredda,
trentasette margherite che mi frugano nel petto.
Nella foto di un’estate c’era il vento che soffiava,
mi ricordo che bastava l’equilibrio su una gamba.

E nel tempo che ci rimane,
e nel tempo che ci rimane,
potremmo riparlarne senza tanta presunzione.
E nel tempo che ci rimane,
poco tempo che ci rimane,
dovremmo ripensare
all’ultima conversazione
per capire chi si è fatto più male.

Cosa sono quei fiori stretti nella mano fredda,
fredda che non sai contare quanti giorni son passati
dal momento i cui parlavi e guardavi solo a terra
per paura che vedessi tutta quella lontananza.
Quanti sono i miei errori cancellati con la fretta,
fretta di chi ha rinunciato a guardare verso il cielo,
stesso cielo che ci ha visti duellanti fino al sangue
e camminare con le scarpe appesantite dal sospetto.

E nel tempo che ci rimane,
e nel tempo che ci rimane,
potremmo riparlarne senza tanta presunzione.
E nel tempo che ci rimane,
poco tempo che ci rimane,
dovremmo ripensareall’ultima conversazione
per capire chi si è fatto più male.

E nel tempo che ci rimane,
questo tempo che ci rimane
non vorrei sprecarlo per l’ennesimo duello,
tanto poi nessuno ha mai vinto,
tanto sai che nessuno ha mai perso.

MIGRAZIONI

E volare sopra campi sconfinati puntando a sud,
poi toccare con le ali le tue ali senza andare giù.
Devi credere che al mondo non c’è niente di impossibile.

Se atterri nell’ombra ricorda la luce anche s’è nascosta.
Pensa leggero, come un foglio leggero,
assecondando anche le curve violente.

Vola leggero su di un foglio leggero,
la paura appesantisce la mente.
Questo lo sai.
Lo sai.

E tornare ad osservare le montagne che si immergono,
in un attimo planare sulle cime dove nascono
fiumi limpidi allenati su un percorso inesauribile.
Se resti nell’ombra rispetta la luce anche se è nascosta

Pensa leggero, come un foglio leggero,
assecondando anche le curve violente.
Vola leggero su di un foglio leggero,
la paura appesantisce la mente,
questo lo sai, lo sai.

Se ti pèrdi ancora nei dettagli,
allontanati dal tuo sentièro,
La distanza spésso può aiutarti
a capire ciò che serve davvero.

Pensa leggero, come un foglio leggero
assecondando anche le curve violente
Vola leggero su di un foglio leggero,
la paura appesantisce la mente.
Torna leggero su di un foglio leggero
e non voltarti indietro mai, lo sai.
E volare sopra campi sconfinati puntando a sud.

COME LACRIME

Come le lacrime
precipito in un angolo,
raccolgo l’ultima carezza
che mi fa sentire viva.

Sopra le foglie verdi
e sotto i piedi fragili,
un canto per la tua partenza
ed un saluto dalla riva.

Oggi rinasce una parte di te,
quella più vera,
libera di andare
dove non c’è più paura.

Oggi rinasce una parte di me
che non conosceva
il buio stretto
intorno al cuore,
buio che non vuol sbiadire.

Ma il cuore lo sa dove può cercarti,
Il cuore lo sa dove può cercarti.
Come le navi che
sfidano le rapide
lascerai ogni certezza
per sentirti ancora vivo.

Oggi rinasce una parte di te
quella più vera
libera di andare
dove non c’è più paura

Il cuore lo sa dove può cercarti

NIENTE DI PARTICOLARE
(a parte il fatto che mi manchi)

Questo è il primo
temporale dell’estate,
dal mattino ripulisce la città.
Con le sue dita affilate si sta muovendo già.

Ti ho ferito con un bacio per metà,
ma l’hai capitoche non ho fatto apposta.
Sulle vetrine bagnate
colano prezzi da dimenticare.

Ma non c’è niente di particolare,
a parte il fatto che mi manchi.
E non c’è niente di particolare,
vorrei essere con te.
Ma non c’è niente di particolare,
com’è strano raccontarti
che non c’è niente di particolare.

L’ho sentito
passare sopra i tetti
come un grido
di elettricità.
Qualcuno al telegiornale
dice che il mondo sta per finire.

Ma non c’è niente di particolare,
a parte il fatto che mi manchi.
E non c’è niente di particolare,
vorrei essere con te.
Ma non c’è niente di particolare
com’è strano raccontarti.
che non c’è niente di particolare.

L’asfalto si fonde coi pensieri
lasciati affondare,
affondare.

Ma non c’è niente di particolare, no,
a parte il fatto che mi manchi.
E non c’è niente di particolare,
vorrei essere con te.
Ma non c’è niente di particolare
com’è strano raccontarti.
che non c’è niente di particolare.

LAURE (IL PROFUMO)

Petali nel vento cercano te,
come dei sicari annusano l’aria.
E queste strade deserte incontrano me,
sanno bene che presto ti riavrò.

Prima del giorno, prima dell’alba
Strisciando piano contro i muri
Prima che il cerchio si chiuda e ti nasconda
Stai certa che
Il tuo profumo io prenderò.

Petali di vetro tagliano l’aria,
migrano leggeri verso la tua anima.
E questo odore d’incenso non basterà
a confondere il richiamo delle tue braccia.

Prima del giorno, prima dell’alba,
Strisciando piano contro i muri
Prima che il cerchio si chiuda e ti nasconda
Stai certa che
Il tuo profumo io prenderò.

Con o senza il tuo permesso
ed inutili parole
Ti verrò a cercare

Prima del giorno, prima dell’alba
Strisciando piano contro i muri
Prima che il cerchio si chiuda e ti nasconda
Stai certa che
Il tuo profumo io prenderò

NON SEMPRE RISPONDO

Non sempre rispondo,
dipende dai giorni,
dall’aria che tira tra me e i miei ricordi.
Per cui se succede che qualche argomento
rimane silente,o qualche risposta sia un poco sfuggente,
sappi che a volte nella mia testa
cade una grandine molto violenta.

Forse è passeggera,
ma poi ritornerà.
Tu non aspettarmi,
preparati pure un sandwich.

E non c’è logica per le mia testa
quando cade una grandine troppo violenta.
Ah, so che è passeggera, ma poi ritornerà
e se faccio tardi regalami dei confetti.
Forse è passeggera
e quando tornerà
tu non aspettarmi,
ricordati di pagare il gas.

CONOSCI

Conosci i miei occhi se guardano lontano da te
le mani che non so curare,
conosci le stanze poco illuminate dov’è
possibile arrivare bendati.

Pronunciare una ferita
quando è appena ricucita
non è semplice.
Arginare la tensione
contenere un’emozione
è più nobile.

Ecco un’ombra che mi lega
la certezza di qualcosa che poi cambia.
Scavare o tralasciare il senso voltarsi e non guardare dentro
Ammettere o tacere, avvicinarsi e rimanere.

Conosci i miei occhi quando guardano verso di te,
i giorni normali senza un gesto da ricordare.
Conosci i colori e la parte più scura di me
difficile da raccontare.

Conosci i miei occhi quando guardano lontano da te,
i particolari delle mani che non so curare,
conosci i ricordi e la parte più scura di me
difficile da raccontare.